Tradizione e cultura

La storia di Gualdo Tadino

 Il doppio toponimo Gualdo Tadino, già di per sé sottolinea le tormentate vicende storiche a cui è stato sottoposto il territorio gualdese e la sua popolazione nel corso dei secoli. Infatti la città fu a più riprese distrutta e abbandonata, spostata e riedificata.

Periodo Umbro
Il primitivo abitato, appartenuto agli Antichi Umbri Tarsinater, datato tra il XIII e il III sec. a.C. sorgeva sul colle I Mori, dove alcune campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, hanno portato alla luce un insediamento di circa sei ettari disposto su terrazzamenti artificiali con numerosi resti di abitazioni e un’area sacra.

Periodo Romano
In età romana la popolazione si trasferì in pianura, lungo la via consolare Flaminia, dando vita al municipio romano di Tadinum comprensivo di terme pubbliche, foro civile con adiacente area sacra, mercato del bestiame (forum pecuarium) ed una grande domus. L’abbandono della città romana, è da collocare all’inizio del V sec. d.C. con la calata dei Visigoti di Alarico (408-410 d.C.) lungo l’asse della via Flaminia.

Battaglia di Tagina
Nel 552, il territorio gualdese fu teatro della battaglia di Tagina, nella quale Totila, il re dei Goti, perse la vita contro Narsete, comandante dell’esercito Bizantino. L’evento segnò la fine della guerra che l’Impero Romano d’Oriente intraprese per eliminare l’egemonia dei Goti nella penisola italiana, all’indomani della divisione dell’Impero.

Periodo Longobardo
Nel 576, giunsero in questo territorio i Longobardi. A testimonianza della loro dominazione resta soprattutto il toponimo wald (bosco), radice dell’attuale Gualdo, nome che finì col sostituire le antiche denominazioni umbre e romane (Tadinas, Tagina o Tadinum). La città entrò così a far parte del ducato longobardo di Spoleto.

Alto Medioevo
Con l’inizio dell’epoca alto-medievale Tadinum venne progressivamente abbandonata. Nel 996 la città fu distrutta dall’imperatore Ottone III e venne nuovamente fondata nel XII secolo nei pressi dell’abbazia di San Benedetto, lungo il torrente Feo.

Nel 1180 la città si trasferì nei pressi delle sorgenti del Feo in Val di Gorgo. Un terribile incendio, nell’aprile del 1237 distrusse completamente l’abitato di Gualdo. La popolazione fu così costretta ad abbandonare anche questo luogo, accingendosi a ricostruire la città poco distante sul colle dedicato a S. Michele Arcangelo ai piedi della Rocca Flea, potente fortezza militare. Il colle, di proprietà dell’Abbazia di S. Benedetto fu concesso alla popolazione, il 30 Aprile 1237, dall’Abate Epifanio.

L’Imperatore Federico II di Svevia, contribuì in maniera determinante all’edificazione della nuova città e in particolare, nel 1242, ordinò la costruzione delle possenti mura castellane che cingevano tutto l’abitato fino ai fianchi della Rocca Flea, rafforzate da profondi fossati e da numerose torri.

Successivamente, nel 1751, a causa di un violentissimo terremoto, la città subì una devastante distruzione.

Nel 1833, Papa Gregorio XVI concesse a Gualdo il titolo di Città. E’ in quella occasione che al nome di Gualdo viene aggiunto Tadino: il primo termine di derivazione longobarda, il secondo romana.

DISCHI AUREI

Databili intorno al XIII sec. a.C., documentano la presenza a Santo Marzio di una civiltà particolarmente raffinata da cui discendono i “Tadinates“, gli umbri ricordati nella Tavole di Gubbio e di cui è noto il sito di Colle dei Mori. Una civiltà peraltro arricchita da ulteriori contaminazioni culturali dovute al fatto acclarato che la Valle di Santo Marzio fosse usata dalle genti dell’epoca come percorso transappenninico.

L’importante ripostiglio rinvenuto, presumibilmente ascrivibile alle antiche culture protovillanoviane, conteneva altresì fibule ad arco di violini, spirali fermatrecce, pinzette, aghi ed altri oggetti bronzei. Tali dischi, che rappresentano uno dei più antichi esempi di orifeceria in Italia e per questo sono considerati dei documenti storici eccezionali.

Dischi aurei

ABITATO UMBRO DEI TARSINATER

Il vasto abitato arcaico individuato in località Colle I Mori corrisponde con ogni probabilità all’antica città popolata dai Tarsinater, già ricordati nelle Tabulae lguvinae. I primi saggi di scavo, condotti sulla sommità del colle da E. Stefani, nel 1935, riportarono in luce i resti di un sacello a pianta rettangolare, oltre a bronzetti schematici di tipo italico.

Sono tuttora individuabili un pozzo scavato nella roccia e i resti di una fortificazione artificiale.

LA BATTAGLIA DI TAGINA

Nel 552 d.C. un’importante battaglia segnò la fine della guerra che l’Impero Romano d’Oriente perseguì per eliminare l’egemonia instaurata nella penisola italiana dai Goti, all’indomani della divisione dell’Impero.

Nella battaglia di Tagina nel luglio del 552, l’Impero Bizantino sotto il comando del generale Narsete ruppe il potere degli Ostrogoti in Italia, e pose sotto la sua dominazione l’intera penisola.

San Benedetto e Totila
Rocca Flea - Gualdo Tadino
Polo Museale Città di Gualdo Tadino – Un elenco sempre aggiornato degli eventi organizzati dal polo museale della città di Gualdo Tadino.
Giochi De Le Porte – Sito ufficiale Giochi De Le Porte. Tutte le informazioni sulla tradizionale festa Gualdese.